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Distretto 2080 Club Numero 12458

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Ricordo una sera di autunno convinto, di quelle in cui fa buio presto, ed il vento porta già in se il primo incalzare dell’inverno, che non tarderà a venire.

C’era un caminetto in quella casa di campagna, al Merlano, di Felice Ludovisi. E intorno al fuoco un gruppo di amici: Ettore Magnani Camilli, Alessandro Battaglia, Piero Cassani, Daniele Patella, io e pochi altri.

Eravamo noi, ed era bello restare li; indugiare per l’ultimo sorso di un vino che doveva essere il più buono, a parlare sotto voce, quasi si avesse il timore di turbare l’intimità di quei momenti.
Non lo sapevamo, eppure quella sera – in cui per la prima volta Felice ci parlò del “Rotary” – noi eravamo già rotariani. Perché quel legame di affetti, di amicizia, di solidarietà, che si era creato fra noi, era già l’annuncio felice del Club che avremmo fondato. E sì che la parola “Rotary” suonò per tutti noi pressoché nuova. Che sarà mai? Ci chiedevamo. Ci rivedemmo alcuni giorni dopo, in Via Sacchi, da Nazzareno Dobici e con noi c’erano Franco Pierro, Gerardo Pugliese Cortoni, Eugenio Fiore Melacrinis, Giusto Frigo, Mario Mostardini e Nestore Narduzzi.

Dobici sarebbe stato il primo segretario, Narduzzi il primo presidente.

Problemi: molti, che con l’entusiasmo dei neofiti e con l’improvvisazione di pionieri, riuscimmo a risolvere. Diffidenza: anch’essa, molta, che con l’andare del tempo riuscimmo, a superare.
Era necessario fornire un degno esponente per ognuna delle categorie professionali; dopo qualche tempo ci riuscimmo: eravamo pronti per avviare definitivamente il nostro progetto. Viterbo fu il primo Club di servizio, nonosante il tipo di provincia prettamente agricola, e nonostante la vicinanza se non incombenza di Roma.

Già nel 1954 eravamo in 27.

Nel ’57, con la presidenza di felice Ludovisi, fu indetto un congresso dei Rotary dell’Alto Lazio; dopo qualche titubanza anche Roma, che all’epoca contava un unico Club, aderì con nostra grande soddisfazione. Ci ritrovammo a a festeggiare quell’avvenimento in Civitavecchia, su di una nave. Era giusto così; perché una nave dava un’idea di quel che stavamo compiendo. Avevamo navigato e avremmo continuato a navigare, verso porti sempre più ambiziosi, verso mete sempre più lontane. E così è stato.

Il sistema degli Interclub ha reso il Rotary una realtà di grande spessore, e di autentico prestigio in campo nazionale; ma, ancor di più, ha offerto ed offre la possibilità ad ogni Rotariano di ampliare gli orizzonti delle conoscenze, il patrimonio delle amicizie, il bagaglio delle esperienze. Val proprio la pena di brindare a questo felice compleanno. All’epoca avevo 30 anni, ora ne ho 35 di più. Possiamo proprio dirlo: questo Rotary di Viterbo lo abbiamo visto nascere; lo abbiamo visto crescere, fino a diventare un Club, quale mai avremmo immaginato che potesse diventare.

Battaglia Dott. Alessandro

Mangani Camilli Avv. Ettore

Battaglia Avv. Alfonso

Messina Avv. Giuseppe

Caporossi Geom. Ezio

Micara Comm. Ferdinando

Cassani Geom. Pietro Paolo

Narduzzi Prof. Nestore

Cecchetti Dott. Bonaventura

Patella Dott. Daniele

Cirenei Dott. Anacleto

Pierro Rag. Franco

Dobici Dott. Nazzareno

Pugliese Cortoni Dott. Gerado

Fiore Melacris Avv. Eugenio

Tricomi Ing. Nino

Ludovisi Prof. Felice

Vittori Geom. Aldo

 

 

 

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Aggiornato il: 24 settembre 2008