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Ricordo una sera di autunno convinto, di quelle in cui fa buio presto, ed il vento porta già in se il primo incalzare dell’inverno, che non tarderà a venire. C’era un caminetto in quella casa di campagna, al Merlano, di Felice Ludovisi. E intorno al fuoco un gruppo di amici: Ettore Magnani Camilli, Alessandro Battaglia, Piero Cassani, Daniele Patella, io e pochi altri. Eravamo noi, ed era bello
restare li; indugiare per l’ultimo sorso di un vino che doveva essere il più
buono, a parlare sotto voce, quasi si avesse il timore di turbare l’intimità
di quei momenti. Dobici sarebbe stato il primo segretario, Narduzzi il primo presidente. Problemi: molti, che con
l’entusiasmo dei neofiti e con l’improvvisazione di pionieri, riuscimmo a
risolvere. Diffidenza: anch’essa, molta, che con l’andare del tempo
riuscimmo, a superare. Già nel 1954 eravamo in 27. Nel ’57, con la presidenza di felice Ludovisi, fu indetto un congresso dei Rotary dell’Alto Lazio; dopo qualche titubanza anche Roma, che all’epoca contava un unico Club, aderì con nostra grande soddisfazione. Ci ritrovammo a a festeggiare quell’avvenimento in Civitavecchia, su di una nave. Era giusto così; perché una nave dava un’idea di quel che stavamo compiendo. Avevamo navigato e avremmo continuato a navigare, verso porti sempre più ambiziosi, verso mete sempre più lontane. E così è stato. Il sistema degli Interclub ha
reso il Rotary una realtà di grande spessore, e di autentico prestigio in campo
nazionale; ma, ancor di più, ha offerto ed offre la possibilità ad ogni
Rotariano di ampliare gli orizzonti delle conoscenze, il patrimonio delle
amicizie, il bagaglio delle esperienze. Val proprio la pena di brindare a questo
felice compleanno. All’epoca avevo 30 anni, ora ne ho 35 di più. Possiamo
proprio dirlo: questo Rotary di Viterbo lo abbiamo visto nascere; lo abbiamo
visto crescere, fino a diventare un Club, quale mai avremmo immaginato che
potesse diventare.
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Aggiornato il: 24 settembre 2008 |